Coronavirus, cosa fare in caso di sintomi sospetti da Covid-19

Coronavirus Salute e Benessere

Non precipitarsi al Pronto Soccorso e contattare il medico per telefono: sono le raccomandazioni del ministero della Salute. Necessario mantenere il distanziamento dagli altri componenti della famiglia, indossare la mascherina e igienizzare frequentemente mani e ambienti della casa.

Se si sospetta di essere stati contagiati dal Covid-19, le prime mosse da fare sono: mantenere la calma e non precipitarsi al Pronto Soccorso. È quanto si legge sul sito del ministero della Salute che ha elencato una serie di azioni e numeri da contattare qualora si dovessero accusare sintomi che potrebbero far pensare al coronavirus

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“Se dovessero comparire febbre, tosse o difficoltà respiratorie e si sospetti di essere stato in stretto contatto con una persona affetta da malattia respiratoria Covid-19, rimanere in casa, non recarsi al pronto soccorso o presso gli studi medici”, sono le indicazioni del ministero

Il medico di famiglia, il pediatra o la guardia medica vanno contattati per telefono. Questa precauzione serve a evitare che l’eventuale malato possa, a sua volta, infettare altre persone con le quali verrebbe a contatto nelle sale d’aspetto

Nel caso in cui non si riesca a contattare il proprio medico si possono utilizzare i numeri di emergenza 112 e 118, oppure chiamare il numero verde regionale. “Per informazioni chiamare il numero di pubblica utilità 1500. Attivo anche il numero verde di supporto psicologico 800 833 833”, ricorda il ministero.

Per proteggere i familiari invece è buona norma lavarsi le mani regolarmente con acqua e sapone.

“Se pensi di essere infetto indossa una mascherina chirurgica, resta a distanza dai tuoi familiari e disinfetta spesso gli oggetti di uso comune”, sono le altre raccomandazioni

Sarà poi il medico, nel caso in cui lo ritenga necessario, a fornire al paziente tutte le indicazioni per sottoporsi ai test previsti per verificare la positività al virus

Se si scopre di essere positivi, l’ultima Circolare del ministero della Salute, quella del 12 ottobre, prevede il rientro in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi .

Anosmia e ageusia/disgeusia, ovvero la perdita di olfatto e perdita o alterazione del gusto, possono invece avere un decorso più lungo. In ogni caso la fine dell’isolamento deve essere accompagnata da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi.

Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per Sars-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi.

I contatti stretti di casi con infezione da Sars-CoV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso.

Oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

Resta fondamentale la raccomandazione di scaricare l’app Immuni.

 

 

Fonte Tg24.sky

 

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