Coronavirus, preoccupa il record di morti in Sicilia: vittime anche sotto i 60 anni

Coronavirus Sicilia

Nella tabella che giorno dopo giorno racconta l’andamento del Coronavirus in Sicilia c’è un numero che adesso preoccupa davvero: 1.015. Ed è il dato che indica le vittime nell’Isola dall’inizio della pandemia.

Ieri si è toccato il tetto dei 44 morti in un giorno solo, un triste record che si aggiunge a quello sul numero dei casi, 1.837. Ma sono le vittime in aumento a generare un allarme che non riguarda solo la Sicilia e che arriva direttamente dalla voce dei massimi esperti. Basti pensare a quel che ieri ha detto Massimo Galli, direttore dell’Istituto di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano: “Di morti ne vedremo ancora tanti perché certi processi sono in atto. Le infezioni avvenute nei giorni scorsi producono effetti e siamo pericolosamente vicini alla soglia dei 4000 pazienti in rianimazione. Ma purtroppo le terapie intensive si svuotano più con i decessi che per le guarigioni”.

Anche in Italia ieri si è toccato il punto più alto nel numero dei decessi in questa seconda ondata, ovvero 753 (il record risale al 27 marzo con 969 vittime). Resta alta anche la letalità, ossia il rapporto fra i morti e il numero dei casi positivi, probabilmente per effetto dei tanti che ormai sfuggono al tracciamento.

Il dato siciliano preoccupa ulteriormente perchè nemmeno in primavera erano stati registrati tanti morti in un giorno solo. E non si tratta esclusivamente di pazienti in età avanzata: aveva 58 Gianni Russo, un infermiere della Rianimazione dell’ospedale “Guzzardi” di Vittoria, mentre il brigadiere capo dei carabinieri di Partinico, Nicandro Di Santo, aveva appena 55 anni ed è deceduto per le complicanze dovute al Covid. Anche un sacerdote è morto a 55 anni a Palermo: si tratta di padre Girolamo Casella, morto per un infarto provocato dal Corononavirus. Prima diacono, poi sacerdote dei Servi dei poveri del Beato Giacomo Cusimano, insegnava religione all’istituto Lombardo Radice. Don Casella, ricoverato all’ospedale Civico da sabato scorso, era stato ordinato presbitero appena lo scorso 24 settembre, dal vescovo di Caltagirone, Calogero Peri. La notizia del suo decesso, diffusa sui social dall’arcidiocesi, è stata accolta con commozione da quanti lo conoscevano, in particolare alla Kalsa.

Nella lista delle vittime c’è anche un altro sacerdote del Boccone del Povero di via Pindemonte a Palermo, morto anche lui all’ospedale Civico per il Covid-19 che ha aggravato la situazione clinica già precaria. Si tratta di padre Gerardo Garofalo di 77 anni, deceduto venerdì scorso.

A Palermo si piange anche la morte di Giovanni Marino, 80 anni, docente di educazione fisica del Liceo classico Umberto e grande appassionato di sport e di tennis, in particolare.

Gds.it

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