Marsala, scritta inneggiante all’uomo che ha sparato a Macerata nella sede del Pd

Cronaca In Primo Piano

Una croce celtica e un nome: Luca Traini. Questa è la scritta che è comparsa su un muro della sede del Partito democratico di Marsala, inneggiante all’uomo che ha sparato contro i migranti a Macerata.  Duro il commento del segretario provinciale del Pd, Marco Campagna: “E’ un grave campanello di allarme che non bisogna sottovalutare, il fascismo è un’ideologia sconfitta dalla storia, ma che può sempre tornare e sono responsabili tutti coloro che giustificano episodio come quello di Macerata”.

A Marsala era comparsa una scritta identica cinque giorni fa. “E’ il momento di stare attaccati ai nostri valori costituzionali e di rimanere uniti – continua il segretario Campagna – perché questi movimenti si combattono attraverso la buona politica e la presenza sul territorio. La nostra solidarietà alla città di Marsala che ha un’importante storia antifascista che non sarà messa in ombra da queste scritte vergognose”.

Un episodio di minacce al segretario lcale del Pd si è verificato a Ragusa Dapprima un volantino “sciocco”, che voleva forse essere satirico “e che ha prodotto invece solo disinformazione, pretendendo di far scadere un invito ad una manifestazione civica alla pubblicità di un’insulsa festa a pagamento”. Poi l’anonima minaccia di chi crede sia tutto vero e invita gli organizzatori a usare il ricavato della festa per comprare benzina e darsi fuoco, chiudendo con la minaccia al segretario dem Peppe Calabrese di far pagare “a caro prezzo” l’aver usato l’ospedale per prendere in giro la gente e il disegno di tre pistole pronte a sparare. Lo rende noto la direzione cittadina del Pd che manifesta la propria solidarietà al segretario Calabrese. “Questo è ormai il livello – e’ sottolineato in un documento della direzione cittadina del Pd di Ragusa – con cui rischiamo  di dover convivere nei tempi attuali di una campagna elettorale incattivita ed incivile. Una iniziativa di alto valore civico, che mira ad ottenere vantaggio per l’intera popolazione ragusana, viene scambiata da qualcuno per l’occasione di montare uno scherzo stupido; con il rischio di dare la possibilità a qualche esagitato di ritenerla una colpa da far pagare a caro prezzo, con la chiara indicazione di tre pistole puntate verso chi parla”.

Repubblica.it

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