Migranti, Sea Watch verso l’Italia. Salvini: “Sono scafisti, nostri porti restano chiusi”

Attualità Dall'Italia

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini dice no allo sbarco in Italia della Sea Watch, la nave che due giorni fa ha salvato 65 migranti al largo della Libia, e che sta rispettando la diffida della Guardia di finanza a non entrare in acque territoriali italiane. “Erano prima in acque libiche e poi in acque maltesi, ma mettendo a rischio la vita degli immigrati a bordo vogliono a tutti i costi arrivare in Italia”, afferma Salvini. “Questi non sono soccorritori ma scafisti e come tali verranno trattati. Per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono e rimangono chiusi”. Fonti del Viminale fanno sapere che Sea Watch “ha ricevuto indicazioni di fare rotta verso la Tunisia”. La nave intanto è al limite delle acque territoriali italiane. A bordo ci sono anche due neonati di meno di sei mesi, un disabile e una donna con ustioni gravi. Il comandante della Sea Watch 3, Arturo Centore, spiega: “Siamo a 15 miglia da Lampedusa, a bordo abbiamo 65 persone, alcune disidratate, e alcuni bambini piccoli. Le condizioni meteo sono cattive”. E replica a Salvini: “Non siamo scafisti, siamo un equipaggio di volontari”. Su Twitter Sea Watch parla di una situazione medica “preoccupante” a bordo. E la vicenda accende di nuovo gli animi nella maggioranza tra Lega e M5s.

Salvini: “Non c’è premier che tenga”. M5s: “Attacco maldestro a Conte”

In giornata, il ministro Salvini ribadisce la sua posizione in diretta Facebook, rincarando: “Non c’è presidente del Consiglio che tenga e non c’è ministro dei 5 stelle che tenga: in Italia i trafficanti di esseri umani non arrivano più”. Affermazioni che scatenano la reazione del M5s. A Salvini risponde il vicepremier Di Maio: “È evidente che c’è chi vuole alzare il livello di scontro. Di uomini soli al comando ne abbiamo già avuti e in Italia non ne sentiamo certo la mancanza”. Mentre fonti pentastellate affermano che “l’attacco di Salvini al presidente Conte è l’ennesimo maldestro tentativo di provare a spostare l’attenzione mediatica dalle continue notizie di rappresentanti della Lega coinvolti in casi di corruzione”, affermano fonti pentastellate. Un chiaro segno di difficoltà e di debolezza”.

Procura segue l’evolversi della situazione, non può aprire inchiesta

La Procura di Agrigento, tramite il procuratore aggiunto, Salvatore Vella, e il sostituto Alessandra Russo, che sono presenti a Lampedusa per l’interrogatorio del comandante e dell’armatore della nave Mare Jonio, stanno seguendo l’evolversi della situazione. La procura non può aprire, non è possibile tecnicamente, un fascicolo di inchiesta sul nuovo caso che coinvolge la Sea Watch perché si trova ancora in acque internazionali.

Sea Watch: “Situazione medica a bordo genera forte preoccupazione”

La ong scrive che molte delle persone a bordo “soffrono il mal di mare e sono a rischio disidratazione. La donna ustionata ha bisogno di trattamenti. I bambini sono traumatizzati dalla permanenza nelle prigioni libiche e rischiano ulteriori danni psicologici”, spiega Sea Watch.

Ieri Sea Watch avvicinata da motovedetta libica: “Allontanatevi”

Ieri la Sea Watch è stata avvicinata da una motovedetta libica che ha intimato al comandante di allontanarsi dall’area. Il portavoce della Marina libica, Ayob Amr Ghasem, ha sostenuto che la Sea Watch non ha avvertito la Guardia costiera della Libia che stava compiendo il salvataggio dei 65 migranti e quindi ora è responsabile della loro sorte. Dopo l’intervento libico, spiega il comandante della Sea Watch, “mi sono diretto verso nord anche perché le condizioni meteo sono state e sono cattive”. La ong tedesca continua a chiedere un porto sicuro. Né l’Olanda, Stato di bandiera della nave, né l’Italia, né Malta “ci hanno fornito supporto o indicazioni”, ha affermato Sea Watch.

SkyTg24

Condividi con i tuoi amici