Morto l’ex calciatore del Mazara Akeem Omolade, simbolo della lotta al razzismo

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Il trentanovenne nigeriano, trovato morto questa mattina in una Peugeot in via Martoglio, nel quartiere palermitano di Ballarò, è Akeem Omolade Oluwuashegun, calciatore che nel 2003 ha giocato anche in Serie A col Torino, e che due anni prima, quando militava in Serie B con il Treviso, era diventato anche un simbolo dell’antirazzismo a livello nazionale. Non è ancora chiaro cosa l’abbia stroncato, ma sicuramente non aveva lesioni esterne: esclusa quindi la morte violenta.

Lo sportivo, che vive da anni in Italia ed ha un figlia piccola, continuava a giocare a calcio oltre a fare il traduttore in tribunale, e, in base a quanto riferisce la sua famiglia, assistita dall’avvocato Antonio Cacioppo, non avrebbe avuto nessun problema di salute. Solo negli ultimi giorni avrebbe iniziato ad avere un dolore ad una gamba, cosa per cui era andato in ospedale (tra Policlinico e Civico) il 3, l’8 e anche ieri, ma senza concludere nulla. Proprio stamattina avrebbe dovuto fare un esame al Policlinico, ma non riusciva a camminare. Un amico è quindi passato a prenderlo con la sua macchina, la Peugeot, per accompagnarlo, ma appena Omolade è salito sull’auto si sarebbe sentito male. L’amico ha quindi chiamato i soccorsi, ma purtroppo per l’ex calciatore non c’è stato nulla da fare. Ora bisognerà chiarire cosa l’abbia ucciso e i carabinieri stanno acquisendo anche la documentazione medica.

Stamattina ci sono stati alcuni momenti di tensione dopo l’intervento dei carabinieri, tanto che si è deciso di spostare la salma in un luogo sicuro per consentire al medico legale di fare l’ispezione cadaverica. I militari hanno dovuto aspettare per diverse ore l’arrivo del servizio funebre del Comune.

Chi era Akeem Omolade

Omolade era balzato agli onori della cronaca nel 2001 quando indossava la maglia del Treviso e circa trenta ultras al seguito della squadra a Terni, non nuovi ad episodi di razzismo, ritirarono gli striscioni e abbandonarono lo stadio contro il suo acquisto: non gradivano il colore della sua pelle. Nella giornata successiva, in occasione di Treviso-Genoa, proprio per opporsi al razzismo e solidarizzare con il compagno di squadra, tutti i giocatori del Treviso, compresi l’allenatore e la panchina, fecero il proprio ingresso in campo con il volto dipinto di nero. Un episodio che fece il giro d’Italia.

Successivamente il calciatore venne acquistato dal Torino dove esordì in Serie A contro l’Inter nel febbraio del 2003. Fu l’apice della sua carriera che da lì in poi lo vide protagonista in tornei minori. Omolade giocò le sue ultime partite in Sicilia con le maglie di Ribera e Mazara, Borgata Terrenove ed Altofonte.

Fonte: trevisotoday.it

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