Prende il via il piano Aro di Mazara per la raccolta dei rifiuti

In Primo Piano Mazara del Vallo

Prende il via il piano Aro di Mazara per la raccolta dei rifiuti

Sarebbe la svolta per normalizzare la raccolta per cinque anni. Intanto, dopo che per oltre una settimana il servizio non era stato effettuato a causa della chiusura discarica di Trapani, per risolvere il problema il sindaco Nicola Cristaldi ha chiesto l’intervento del presidente della regione siciliana, Nello Musumeci. “Grazie ad un vero e proprio tour de force – ha detto il Primo Cittadino – è stato possibile, in pochi giorni, normalizzare l’emergenza rifiuti che si era creata in Città.

L’intesa raggiunta con il Presidente Musumeci – ha concluso Cristaldi – ci ha consentito non solo di smaltire il quotidiano ma anche e soprattutto di eliminare i cumuli di spazzatura che si erano formati in tutto il territorio comunale”. La svolta per la raccolta dei rifiuti dovrebbe avvenire, però, fra poche ore con l’avvio del piano Aro, che prevede la stipula del contratto per il servizio quinquennale fra il Comune e il gruppo di imprese composto dalla marchigiana Senesi Spa e l’’impresa siciliana Eco Burgus società consortile a.r.l. di Borgetto (quest’ultima ha già espletato in questi mesi il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti indifferenziati ed altri servizi di igiene pubblica del Comune di Mazara del Vallo).

Il raggruppamento ha presentato un ribasso del 4,95% sulla base d’asta di una cifra di poco superiore ai 26 milioni di euro per 5 anni, presentando l’offerta economicamente più vantaggiosa. Il raggruppamento Senesi-EcoBurgus, dopo la valutazione tecnica ed economica dell’offerta, avrebbe ottenuto un punteggio di 84,93 su 100. Alla gara di appalto hanno partecipato cinque raggruppamenti/imprese, tutte ammesse alla gara.

Un passo indietro. Lo scorso 30 ottobre presso l’Urega di Trapani era stato aggiudicata provvisoriamente allo stesso raggruppamento la gara per effettuare per 5 mesi il “Servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti indifferenziati ed altri servizi di igiene pubblica del Comune di Mazara del Vallo”. Successivamente però la situazione è sembrata complicarsi a seguito di una vicenda giudiziaria che ha coinvolto la Senesi spa, la società di Porto Sant’Elpidio che si occupa della raccolta rifiuti in diversi comuni del centro sud e già partecipante a diverse gare in alcuni comuni della Provincia di Trapani.

Al centro dell`inchiesta la presunta illecita gestione della raccolta dei rifiuti nei Comuni di Trecastagni, Misterbianco e Aci Catena, con diramazioni nella Sicilia Orientale. Sequestri di società per un valore complessivo di 30 milioni di euro. Fra gli arrestati anche il 58enne Rodolfo Briganti, rappresentante legale della Senesi Spa, accusato di corruzione. Briganti, già nel 2015 risultava al centro di numerose indagini, tanto che la stessa ditta aveva l`interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Fermo. A quanto sembra però tale vicenda giudiziaria non avrebbe compromesso l’aggiudicazione della gara del Piano Aro di Mazara. Infatti la Senesi risulterebbe sotto la gestione commissariale che ne garantirebbe lo svolgimento delle attività nei diversi Comuni del centro sud.

Pertanto il contratto potrebbe essere stipulato nelle prossime ore con una nuova gestione della raccolta rifiuti che, secondo il piano, imprimerebbe una svolta significativa con la progressiva riduzione nei prossimi mesi dei cassonetti rifiuti dal territorio mazarese e la contemporanea implementazione della raccolta rifiuti porta a porta, ciò potrebbe avvenire anche per la differenziata, attraverso un sistema di mezzi e uomini, questi ultimi sarebbero oltre 50 provenienti dall’ex Belice Ambiente.

Se non sorgeranno ulteriori novità, il comune di Mazara potrebbe pianificare la raccolta puntando sulla differenziata che finora è di circa il 12%, una percentuale lontanissima da quel 65% richiesto dalle norme e regolamenti nazionali e regionali. Rimane però l’altro grande problema da risolvere e cioè dove scaricare i rifiuti dato che le discariche siciliane stanno per esaurirsi. Compito della regione siciliana che non riesce a dare soluzioni compatibili con l’ambiente. 

(Fonte: Giornale di Sicilia – Salvatore Giacalone)

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