Processo ai presunti postini di Matteo Messina Denaro. Inflitte condanne per 28 anni e 8 mesi. Assolto il mazarese Giovanni Mattarella

Cronaca In Primo Piano Mazara del Vallo

Ieri è stato definito dal Tribunale di Marsala il processo scaturito dall’operazione antimafia “Ermes” del 3 agosto 2015, con la condanna a complessivi 28 anni e 8 mesi di carcere per tre presunti “postini” del superlatitante Matteo Messina Denaro.

La pena più severa, 13 anni e 4 mesi, è stata inflitta a Sergio Giglio, 47 anni, allevatore, pregiudicato, di Salemi. A 12 anni (un anno in più di quanto aveva chiesto l’accusa) è stato condannato Ugo Di Leonardo, 75 anni, ex geometra del Comune di Santa Ninfa. Tre anni e 4 mesi per Leonardo Agueci, di 29 anni, ragioniere, di Gibellina. Ugo Di Leonardo e Leonardo Agueci fino all’arresto risultavano incensurati. Per i tre condannati, inoltre, anche una serie di pene accessorie e il pagamento di risarcimento danni alle parti civili, tra le quali anche i Comuni di Castelvetrano, Salemi e Santa Ninfa, ai quali andranno 15 mila euro ciascuno.

Assolto invece con l’ampia formula perché “il fatto non sussiste”, nonostante la richiesta di condanna avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, il mazarese Giovanni Mattarella, di 51, commerciante, difeso dall’avv. Walter Marino. Giovanni Mattarella è il genero del defunto boss mafioso Vito Gondola che era il principale imputato del processo, ma è deceduto per una grave malattia, all’età di 79 anni, nella notte tra il 12 e il 13 luglio scorsi, all’ospedale di Castelvetrano.

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