Sanità, accordo raggiunto. Assunzioni, posti riservati, mobilità e concorsi

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L’accordo firmato ieri pomeriggio. Adesso i diciassette manager hanno tempo sino al 20 febbraio per chiamare in corsia i potenziali beneficiari

La firma è arrivata ieri pomeriggio, dopo il vertice con i sindacati dei medici e del comparto. E apre le porte alla stabilizzazione di un esercito di 2-3 mila tra camici bianchi, infermieri, tecnici e paramedici precari che hanno alle spalle almeno tre anni di contratti a tempo determinato. L’assessore alla Salute Ruggero Razza ha infatti firmato la circolare che recepisce le nuove normative nazionali e detta le regole sulle assunzioni di questo personale. Adesso la palla passa ai 17 manager sanitari che hanno tempo fino al 20 febbraio per “contare” i potenziali beneficiari e chiamarli in corsia. Ma con regole diverse: i precari che hanno già superato una selezione avranno diritto alla stabilizzazione diretta, gli altri godranno di una riserva di posti nei nuovi bandi.

Assunzione diretta. L’atto di indirizzo appena firmato è uno dei primi del neoassessore in materia di personale, dopo lo stop ai concorsi da primario in vista della razionalizzazione della rete ospedaliera. Il documento recepisce le novità previste dal decreto legislativo dell’ex ministro Madia e della legge di stabilità, rendendoli coerenti con la disciplina sulle stabilizzazioni. Norme che allargano la platea di chi ha diritto alla stabilizzazione, all’inizio riservata solo a chi aveva maturato tre anni di precariato prima del 2012. Le proiezioni ufficiali ancora non ci sono, ma si stima che in Sicilia i precari che potenzialmente potrebbero beneficiare delle nuove regole siano tra duemila e tremila.

Assunzione diretta. Un canale diretto sarà riservato ai precari (sia medici che personale del comparto) che abbiano già superato una selezione per titoli e colloquio. Ma devono avere determinati requisiti: hanno diritto coloro che al 31 dicembre del 2017 hanno maturato almeno tre anni di contratto negli ultimi otto anni, anche se non continuativi, e che risultino in servizio nell’azienda sanitaria dove vogliono essere stabilizzati dopo il 28 agosto del 2015. Per loro i manager delle aziende potranno prevedere l’assunzione nei posti vacanti in pianta organica.

Posti riservati. Gli altri precari, ovvero chi non ha superato una selezione, godranno invece di una riserva di posti riservati quando saranno indetti i nuovi bandi per coprire i posti disponibili. Una riserva pari al 50 per cento, che si contenderanno tra loro attraverso una apposita selezione. Ma anche loro devono avere i requisiti richiesti ai precari reclutati con procedura concorsuale.

Mobilità e concorsi. Le stabilizzazioni  sono però solo il secondo step dell’intera procedura di reclutamento che ha già visto, in una prima fase, lo scorrimento delle vecchie graduatorie ancora valide per ricoprire i posti vacanti delle vecchie piante organiche e che prevede anche la mobilità all’interno e fuori della regione (ovvero il rientro del personale assunto altrove che ne faccia richiesta) e infine i nuovi concorsi per i post che resteranno comunque vuoti alla fine dei tre precedenti step.

(Repubblica.it)

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