Sulla storia di Tommaso Gullo interviene anche il sindaco di Petrosino: “Suo fratello è mio fratello, è nostro fratello”

In Primo Piano Mazara del Vallo Petrosino

Sulla storia incredibile del mazarese Tommaso Gullo, incatenato per protestare contro il sistema sanitario è intervenuto anche il Sindaco della vicina Petrosino Gaspare Giacalone, queste le sue parole:

“Mi ha molto colpito questa foto e questa storia. È quella di Tommaso Gullo che si è incatenato in Piazza della Repubblica a Mazara del Vallo per chiedere di operare suo fratello, 25 anni, affetto da un grave tumore. È una storia incredibile. Il fratello, infatti, era andato a Roma pronto per subire un delicato intervento già programmato. Ma quando arriva risulta positivo al tampone veloce. Il test rapido, come sapete, da solo non basta per dichiarare ufficialmente una persona contagiata. Non è proprio accurato e quasi il 50% viene poi smentito dagli altri test. Tant’è che quando gli fanno il tampone molecolare risulta negativo, quindi non contagiato. Però questo basta ai medici romani per rimandarlo a casa senza procedere con l’intervento. È una storia bruttissima del momento che viviamo e che fa venire un nodo alla gola. Potrebbe succedere a chiunque di noi e Dio solo sa quanto rischiamo di morire per una qualunque malattia ora che il sistema sanitario è letteralmente in tilt. Sembra essere saltato tutto in Sicilia e nel resto d’Italia. Si pensa, giustamente, a creare reparti covid, nuovi posti letto e terapie intensive. Anzi, diciamola tutta, c’è una corsa da parte delle regioni a migliorare i dati covid per cambiare il colore e concedersi maggiori libertà. E questo, spesso, succede omettendo o trascurando tutto il resto. Dobbiamo, invece, capire che non si devono assolutamente penalizzare gli altri reparti e le altre medicine. Questa è una battaglia da fare. Ora, non domani. Di bello e struggente c’è solamente l’amore immenso di Tommaso per suo fratello. Suo fratello è mio fratello, è nostro fratello”.

Redazione

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