Vita da parlamentare. 14mila euro al mese tra indennità e rimborsi. Dalla diaria all’esercizio di mandato. Ecco tutte le voci della busta paga

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Ma quanto guadagna un parlamentare italiano? Se si considera la sola indennità spettante a senatori e deputati (leggi pezzo), tecnicamente assimilabile allo stipendio, poco più di 10mila euro lordi al mese. Che, al netto delle ritenute Irpef e delle addizionali regionali e comunali, variabili in base alla residenza del singolo parlamentare, equivalgono a circa 5mila euro netti. Un signor stipendio, non c’è che dire, ma non certo uno sproposito. Se però all’indennità parlamentare si sommano tutte le varie voci di rimborso che compongono gli emolumenti spettanti ai rappresentati del popolo, ecco che la busta paga inizia a gonfiarsi sul serio. Fino a 19mila euro lordi al mese, circa 14mila euro netti. Oltre ad eventuali indennità d’ufficio, spettanti in ragione della carica ricoperta (presidente e vicepresidente di Camera e Senato, questore, presidente di commissione, eccetera), alle quali, va detto, tutti i parlamentari del Movimento Cinque Stelle hanno già rinunciato oltre a restituire parte dello stipendio.

Ma come si arriva a queste cifre? Il conto è presto fatto. A ciascun deputato, oltre all’indennità, spetta ogni mese una diaria, ossia un rimborso per le spese di soggiorno nella Capitale di 3.503,11 euro. Cifra che può essere decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato dalle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni con il procedimento elettronico (è considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata). L’Ufficio di Presidenza di Montecitorio ha inoltre deliberato, tra il 2011 e il 2012, l’applicazione di un’ulteriore decurtazione fino a 500 euro mensili in relazione alla percentuale di assenze dalle sedute delle Commissioni e delle Giunte.

Ma non finisce qui. Ad ogni deputato spettano altri 3.690 euro (il 50% forfetari e il 50% da attestare) al mese di rimborso delle spese per l’esercizio del mandato. In più, ogni inquilino di Montecitorio ha diritto ad un rimborso trimestrale per le spese di trasporto e di viaggio variabile, a seconda della distanza tra il luogo di residenza e l’aeroporto più vicino: 3.323 euro (1.107 su base mensile) fino a 100 chilometri; 3.995 euro (1.331 al mese) oltre i 100 chilometri. Altri 3.098 euro (258 al mese) gli spettano a titolo di rimborso per le spese telefoniche. Totale lordo massimo – intendendo per lordo la sola indennità parlamentare – 19.214 euro al mese (13.779 netti), oltre alle eventuali indennità d’ufficio.

E a Palazzo Madama? Oltre all’indennità, ad ogni senatore vanno 3.500 euro al mese di diaria e altri 1.650 euro a titolo di rimborso forfetario per le spese generali. Si aggiunge un ulteriore rimborso delle spese per l’esercizio del mandato: 4.180 euro mensili, la metà forfetaria e il restante 50% da rendicontare. Totale lordo mensile massimo – intendendo il lordo riferito esclusivamente all’indennità parlamentare – 19.715 euro (14.330 euro netti). Oltre, anche in questo caso, ad eventuali indennità di carica.

Fonte: lanotiziagiornale.it

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