Vittorio Feltri choc: “Smettete di corteggiare le donne, schifatele e fatevi pregare”

Sicilia

Vittorio Feltri entra a gamba tesa sul problema degli abusi e delle violenze sessuali contro le donne.

Il direttore di Libero, in un editoriale pubblicato proprio sul suo giornale, ha invitato gli uomini a smettere di corteggiare le donneper farla finita con la “storia che ci fa apparire quali assatanati, perennemente arrapati e alla ricerca spasmodica di signore e signorine pronte a soddisfare appetiti che peraltro non abbiamo“.

E rincara la dose (sembrerebbe tra il serio e il faceto) intimando di “smetterla di voler giacere a ogni costo con fanciulle, come se fosse l’unico scopo della nostra vita. Dobbiamo cessare di parlare di donne con spirito ludico, così, per divertimento o per scherzo, alimentando in questo modo la nostra cattiva fama di orchi. Ficchiamoci in testa che l’erotismo chiacchierato e praticato occupa una parte minima e ininfluente dell’esistenza“.

Una rinuncia totale insomma all’accoppiamento e al desiderio di coltivarlo, “visti i guai che ci procura“.

Feltri suggerisce, quindi, di passare a ben altri metodi, trattando bruscamente una collega o un’amica, dicendole “che non vi piace e che non fareste mai l’amore con lei neanche se ci pregasse in ginocchio“.

Fino al “rimedio” estremo, “affermare che l’organo genitale femminile vi fa ribrezzo, benché in realtà vi attiri maggiormente di un cospicuo aumento di stipendio, e che nemmeno se remunerati osereste sfiorarlo con la mano, e mi limito a citare la mano“.

E sembra quasi citare la celebre canzone di Marco Ferradini, “Teorema, quando asserisce: “Fatela sentire indesiderata o addirittura schifata. Sarà per voi maschi una sorta di liberazione, e dopo un po’ sarete oggetto di preghiere. Toccherà a madame pregarvi di dedicarle attenzioni, pure esagerate, e avrete la soddisfazione di continuare a respingerle quasi fossero – e sono – delle seccature“.

C’è spazio anche per parlare di parità di genere nell’articolo di Feltri che dichiara: “Le donne giustamente pretendono la parità. Perdio, diamogliela, la meritano. E la meritiamo anche noi. […] Che razza di parità è quella che costringe immancabilmente l’uomo, e non la donna, a sganciare il denaro? Sospendiamo ogni attività da materasso, lasciamo perdere questi noiosi riti da camera da letto: ma chi se ne frega di scopare una cretina che poi va in giro a dire che siete un porco. Come se il desiderio fosse unilaterale. Figuriamoci. Infoiate sono le signore, per noi è solo una fatica enorme, il godimento dura poco e la posizione è ridicola“.

Un ribaltamento dei ruoli, insomma, che ritorna anche a chiusura del pezzo in cui lancia l’ultimo piccato consiglio ai suoi “colleghi” uomini: “Opponiamoci alle subdole richieste femminili. Scopriremo presto che le molestatrici sono loro, e le denunceremo in televisione facendo nomi e cognomi. O c’è ancora qualche allocco il quale pensa che scopare sia gradito soltanto a noaltri gente volgare? Fosse vero, non ce la darebbero mai. E sarebbe meglio“.

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